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Se la cicogna non risponde alle tue lettere

Se la cicogna non risponde alle tue lettere

Il Monito: non credere che gli sviluppi delle nuove tecnologie riproduttive possano compensare il declino della fertilità correlato all’età. Le persone famose che sono diventate genitori in età avanzata ricorrono a tecniche di PMA ed in particolare all’eterologa ma spesso non lo ammettono.

“Gallina vecchia fa buon brodo e… non buone uova”. Un vecchio detto? No! Una realtà con la quale noi ginecologi ci interfacciamo quotidianamente quando riceviamo coppie desiderose di diventare genitori, ancora giovani nel corpo e nello spirito ma non nella biologia dei gameti, le cellule del nostro organismo preposte alla funzione riproduttiva.

Vita frenetica, stress, inquinamento ambientale, necessità di affermarsi professionalmente e anche solo quella più banale di acquistare la casa che accoglierà la famiglia con prole, difficoltà a trovare il “giusto partner” sono tutte situazioni che non alterano il desiderio di maternità e paternità, ma condizionano fortemente il momento della scelta posticipandolo nel tempo.

Ma il tempo è veloce e se per i primi capelli bianchi risolviamo con un colpo di luce e per la prima ruga facciamo un lifting, per la salute dei gameti (cellule uovo e spermatozoi) non abbiamo trattamenti di bellezza se non sperare nella benevolenza della nostra predisposizione genetica.

In questi ultimi anni grazie alle ricerche nel campo della Medicina della Riproduzione e allo sviluppo di metodiche sempre più sofisticate per la cura della sterilità, molte coppie di aspiranti genitori hanno potuto coronare il loro sogno affidandosi ad uno dei tanti Centri di Procreazione Medicalmente Assistita (PMA) operanti sul nostro territorio nazionale.

In Italia, dal 2009, ovvero da quando la sentenza della Corte Costituzionale ha abrogato molti dei vincoli sanciti dalla legge 40/2004 i Centri di PMA hanno ottenuto risultati migliori: è aumentata la percentuale di successo di bimbi nati e sono diminuiti i casi di gravidanze gemellari e trigemine.

L’unica tecnica di PMA vietata in Italia rimane la fecondazione eterologa (tecniche di PMA con donazione di gameti) per la quale, ogni anno, oltre 2700 italiani varcano i confini alla ricerca di un trattamento (che nel nostro Paese non è loro concesso) per “quel tanto desiderato figlio”.

Una indagine dell’Osservatorio Turismo Procreativo, di cui Tecnobios Procreazione di Bologna è l’ideatore e il promotore, mette in evidenza il fenomeno della “migrazione procreativa” e accende i riflettori sul diritto negato di queste coppie.

Il congelamento degli ovociti e la conservazione del tessuto ovarico sono le nuove tecniche della Medicina della Riproduzione per la Conservazione della Fertilità che offrono alla donna la libertà di decidere e la possibilità di liberarsi del problema età a proprio beneficio futuro.

Queste tecniche diventano particolarmente utili per la Preservazione della Fertilità nelle giovani donne affette da neoplasie quali linfomi, leucemie e tumori della mammella che devono sottoporsi a chemio e radioterapia offrendo loro una speranza di migliore qualità di vita dopo i trattamenti oncologici.

È online il sito internet di PRO-FERT la Società Italiana di Conservazione della Fertilità. L’associazione riunisce ginecologi, medici della riproduzione, oncologi e biologi al fine di promuovere cultura, formazione e istruzione sulla conservazione della fertilità per tutte quelle persone in età fertile che, loro malgrado, si devono sottoporre a terapie oncologiche e non, che potrebbero mettere a repentaglio la capacità riproduttiva. Nell’ambito di PRO-FERT un gruppo di Medici e Ricercatori si sta dedicando alle pazienti affette da Endometriosi, una malattia molto diffusa tra le giovani donne che può comportare un maggior rischio di ridotta riserva follicolare e di menopausa precoce, per poter capire se queste donne possono trarre benefici dalle tecniche di crioconservazione.

Articolo a cura della dott.ssa Fiammetta Trallo, già comparso sulla rivista “Salutare“.

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